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Professionisti BIM: i 5 settori dove sono più richiesti oggi

In un mercato delle costruzioni in piena trasformazione digitale, sapere dove sono più richiesti i professionisti BIM è oggi una leva strategica per chi vuole orientare la propria formazione, riqualificarsi o investire su competenze richieste dal mercato.

Il Building Information Modeling non è più solo una “novità” tecnologica, ma una prassi sempre più consolidata. Spinto da obblighi normativi, bandi pubblici e progetti finanziati con fondi PNRR, il BIM è oggi uno standard atteso in tutti i principali ambiti della filiera edilizia e infrastrutturale. Tuttavia, i profili professionali con skill adeguate — come BIM Specialist, BIM Coordinator, BIM Manager e CDE Manager — restano ancora troppo pochi rispetto alla domanda.

In quali settori sono più richieste queste figure? Quali sono le competenze più cercate? E come può un giovane tecnico o un professionista esperto specializzarsi per cogliere queste opportunità? Vediamolo insieme, settore per settore.

1. Progettazione architettonica e strutturale

Percentuale della domanda BIM: circa 30%

Il primo settore ad aver adottato il BIM in Italia è ancora oggi il principale motore della domanda. Studi di architettura e ingegneria — anche di dimensioni medio-piccole — hanno iniziato a digitalizzare i propri processi spinti da gare pubbliche, committenze strutturate e dalla necessità di competere a livello internazionale.

Figure più richieste:

  • BIM Specialist per la modellazione architettonica e strutturale;
  • BIM Coordinator per la federazione dei modelli e il coordinamento interdisciplinare.

Competenze chiave:

  • Conoscenza avanzata dei principali software di authoring BIM come Revit e Archicad;
  • Gestione modelli informativi per diverse discipline (Architettura, Strutture, MEP);
  • Interoperabilità IFC e gestione dei dati di progetto.

Profilo ideale: giovani laureati in architettura o ingegneria civile che vogliono specializzarsi nella modellazione digitale. La domanda è trasversale e abbraccia sia l’edilizia urbana che il patrimonio edilizio diffuso.

2. Costruzioni e imprese generali

Percentuale della domanda BIM: circa 25%

Il BIM non è più confinato al mondo della progettazione. Anche in cantiere la digitalizzazione avanza e le imprese — soprattutto quelle impegnate in appalti pubblici — hanno l’urgenza di integrare il BIM nella pianificazione, nell’esecuzione e nella verifica economica dell’opera.

Figure più richieste:

  • BIM/CDE Manager per la definizione dei processi interni e la gestione dell’Ambiente di Condivisione Dati (CDE);
  • BIM Coordinator come anello di congiunzione tra progetto e produzione;
  • Tecnici operativi in grado di connettere modelli BIM con la pianificazione 4D (tempi), 5D (costi), e 6D (gestione/manutenzione).

Competenze chiave:

  • Conoscenza dei flussi informativi tra progettazione ed esecuzione;
  • Utilizzo di software come Synchro, Navisworks, Oracle Primavera;
  • Esperienza in gestione documentale e tracciabilità informativa.

Profilo ideale: tecnici con background di cantiere, ingegneri edili o geometri con capacità di “tradurre” i modelli in fasi costruttive concrete.

3. Ingegneria impiantistica (MEP)

Percentuale della domanda BIM: circa 17%

Il settore MEP (Mechanical, Electrical, Plumbing) è il vero “tallone d’Achille” del BIM in Italia. Gli impianti sono fondamentali per il funzionamento e l’efficienza energetica degli edifici, ma la maggior parte dei progettisti non ha ancora una formazione BIM adeguata.

Figure più richieste:

  • BIM Specialist per la modellazione di sistemi HVAC, elettrici e idraulici;
  • BIM Coordinator con competenze specifiche in clash detection e gestione di modelli federati;
  • Tecnici MEP esperti in software come Revit MEP e MagiCAD.

Competenze chiave:

  • Conoscenze normative (impiantistiche, energetiche, sicurezza antincendio);
  • Coordinamento tra discipline per evitare interferenze;
  • Familiarità con logiche di simulazione, efficienza energetica e Digital Twin.

Secondo una recente analisi di mercato, i professionisti MEP con competenze BIM possono percepire stipendi mediamente più alti del 30% rispetto ai colleghi tradizionali. Quello degli impianti è infatti uno dei settori con maggior potenziale di crescita, proprio perché legati al ciclo di vita dell’edificio e ai relativi costi di funzionamento degli impianti.

Profilo ideale: ingegneri impiantisti e periti industriali, ma anche tecnici con esperienza di cantiere, pronti a specializzarsi in modellazione e coordinamento impiantistico.

4. Infrastrutture

Percentuale della domanda BIM: circa 18%

Strade, ferrovie, ponti e aeroporti sono tra i principali beneficiari dei fondi del PNRR, che impongono l’uso del BIM nei progetti finanziati. In questo ambito, la modellazione informativa non è solo una questione tecnica, ma una necessità per rispettare tempi, costi e requisiti di qualità.

Figure più richieste:

  • BIM Specialist con esperienza in Civil 3D, OpenRoads, modellazione del terreno;
  • BIM Coordinator per commesse multi-lotto e gestione delle interfacce;
  • BIM Manager per il controllo strategico dell’intero ciclo di commessa.

Competenze chiave:

  • Modellazione 3D/4D per infrastrutture lineari;
  • Integrazione con dati GIS, topografia, rilievi laser scanner;
  • Coordinamento con enti pubblici (RFI, ANAS, enti locali).

Profilo ideale: ingegneri civili e trasportisti, anche junior, con interesse per la progettazione infrastrutturale. La crescente convergenza tra BIM e GIS apre nuove opportunità professionali anche nell’ambito delle smart cities.

5. Pubblica Amministrazione e Stazioni Appaltanti

Percentuale della domanda BIM: circa 10% (in crescita)

Con l’entrata in vigore del nuovo Codice dei Contratti Pubblici (D.Lgs. 36/2023), e relativo correttivo di dicembre 24, le stazioni appaltanti devono adottare il BIM per tutti gli appalti sopra soglia. Molte PA si trovano ora nella necessità di formare personale interno o ricorrere a consulenze esterne.

Figure più richieste:

  • BIM Manager per la supervisione dei processi digitali;
  • BIM Coordinator per il supporto ai RUP nelle fasi di verifica e validazione;
  • Esperti in procurement digitale e controllo dei modelli.

Competenze chiave:

  • Conoscenza normativa (Allegato I.9, requisiti digitali);
  • Gestione dei flussi informativi e verifica modelli;
  • Familiarità con CDE, audit e sistemi documentali.

Tendenza: Diverse Regioni stanno attivando programmi di formazione BIM per tecnici interni. È uno dei settori con maggiore potenziale di espansione nei prossimi anni, soprattutto per chi vuole operare come consulente.

Profilo ideale: tecnici con esperienza in progettazione pubblica, direzione lavori o supporto alla committenza, desiderosi di riqualificarsi nel digitale.

Qualche consiglio…

Il mercato del lavoro BIM in Italia sta entrando in una fase di maturazione. La spinta normativa, i fondi pubblici e l’evoluzione tecnologica stanno generando una domanda concreta, trasversale e crescente in tutti i settori dell’ambiente costruito.

Per i professionisti tecnici, sapere dove e come posizionarsi è oggi più importante che mai. La chiave sta nella specializzazione: chi saprà investire sulle competenze giuste — che siano nella progettazione, nella modellazione MEP, nelle infrastrutture o nella committenza pubblica — avrà accesso a opportunità di carriera reali e durature.

Il BIM non è solo un requisito tecnico, ma un linguaggio condiviso tra professionisti. Chi lo padroneggia, diventa interlocutore privilegiato di tutta la filiera. Quindi se sei un progettista, punta a sviluppare capacità nella progettazione e coordinamento interdisciplinare e interoperabile.  Hai un background impiantistico? Diventa esperto BIM-MEP. Lavori nel cantiere? Impara Synchro e la gestione 4D. Operi nella PA? Studia la normativa e la gestione digitale dei dati.

Quali prospettive per i prossimi anni?

Breve termine (2025–2026)

  • Possibile picco della carenza dovuto all’entrata in vigore definitiva dell’obbligo BIM per i lavori pubblici.
  • Competizione alta per i professionisti certificati, con aumento dei compensi e ricerca frenetica da parte di imprese e PA.

Medio termine (2026–2028)

  • L’aumento delle certificazioni e dei percorsi formativi porterà a un graduale riequilibrio.
  • Le figure junior oggi in formazione potranno evolvere in Coordinator e Manager.

Lungo termine (2028 e oltre)

  • Il BIM sarà la normalità nei processi progettuali e costruttivi.
  • Le figure professionali si evolveranno in direzione di Digital Twin Manager, Data Analyst, BIM Automation Specialist, ecc.
  • Possibile integrazione europea del mercato BIM, con competenze trasversali e mobilità internazionale.

Conclusioni

L’Italia sta affrontando una fase di transizione critica: l’obbligatorietà del BIM ha fatto esplodere la domanda di professionisti BIM, ma la filiera non era pronta in termini di formazione, cultura aziendale e organizzazione. I numeri parlano chiaro: meno di 6.000 certificati BIM a fronte di decine di migliaia di progetti che ne richiederanno l’uso.

Tuttavia, grazie alla spinta normativa, agli incentivi del PNRR, e alla crescente consapevolezza delle imprese, la curva formativa è in piena salita. Le opportunità non mancano: per i professionisti che vogliono riqualificarsi, per i giovani tecnici, e per le aziende che sapranno investire nei ruoli chiave del futuro.

Come affermava un BIM Manager italiano:
“Il successo di un progetto BIM non è mai il risultato del lavoro di un singolo, ma dipende dalla capacità di un gruppo di professionisti di collaborare e condividere competenze” .

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