Il contributo di Accredia sulla certificazione delle competenze BIM: intervista a Gianluca Qualano

Prima di analizzare il contributo di Accredia sul sistema di certificazione delle competenze BIM, è opportuno inquadrare il panorama più generale della qualifica delle professioni previsto dalla norma UNI CEI EN ISO/ IEC 17024. Lo abbiamo chiesto al Dr. Gianluca Qualano, referente Accredia area Costruzioni e Ispezione

Nel panorama più generale delle norme che regolano le qualifiche di competenza, qual è oggi il valore della certificazione del professionista?

La certificazione delle competenze è una importante garanzia del livello di preparazione del professionista e uno strumento di qualifica in ambiti diversi da quelli regolamentati da ordini o collegi. A livello internazionale la “Certificazione di una Persona” deve essere rilasciata da un Organismo di parte terza indipendente.

Il ruolo di Accredia è proprio quello di garantire l’affidabilità del mercato e la salvaguardia degli interessi dei consumatori attraverso il principi di:

  1. Imparzialità nella valutazione delle competenze svolta da un Organismo di Certificazione indipendente
  2. Accertamento della competenza della Figura Professionale attraverso il superamento di una prova d’esame.
  3. Aggiornamento professionale continuo che, per tutta la durata della certificazione, deve essere documentato dalla persona tramite attestati di formazione o prove d’esame.

A livello nazionale, sulla base del D. Lgs. 13/2013 e della Legge 4/2013, si sta attuando un processo di formalizzazione dei Profili Professionali secondo i descrittori dell’EQF (European Qualification Framework). Ad oggi sono numerose le figure professionali, non organizzate in albi o collegi, che introduce in Italia il principio del libero esercizio della professione fondato sull’autonomia, sulle competenze e sull’indipendenza di giudizio intellettuale e tecnico del professionista.

Il certificato rilasciato da un organismo accreditato serve dunque al professionista per dimostrare in modo oggettivo la propria competenza, esperienza e abilità ai potenziali clienti, e viene utilizzato, da parte di consumatori e aziende, come criterio per la selezione di un servizio professionale qualificato.

Il valore aggiunto della certificazione accreditata risiede anche nel riconoscimento internazionale dell’attestato di competenza professionale. Accredia, infatti, in qualità di Ente Unico nazionale di accreditamento, e firmatario dei Multilateral Agreements (Accordi gestiti da EA – European Co-operation for Accreditation), è garante del mutuo riconoscimento delle certificazioni sul mercato europeo.

È dunque evidente la serie di vantaggi che la certificazione accreditata da Accredia produce nei confronti dei:

  • Professionisti, in termini digaranzia di professionalità delle proprie competenze sulla base di standard riconosciuti a livello nazionale e internazionale, grazie anche al continuo aggiornamento e al rispetto del Codice Deontologico dell’associazione professionale;
  • Consumatori, in quanto scegliendo un professionista certificato gode di maggiori garanzie su know how, competenza, qualità e sicurezza della prestazione professionale.
  • Pubblica Amministrazione, rappresentando uno strumento di semplificazione nella selezione dei fornitori e nei controlli previsti dalle norme

L’introduzione del Building Information Modeling ha dato avvio a un periodo di grande fermento nel mercato delle costruzioni, qual è il contributo di Accredia nel valorizzare i requisiti di competenza degli esperti BIM?

BIM è sinonimo di innovazione nel settore delle costruzioni, ed è un nuovo sistema di gestire le informazioni durante tutto il ciclo di vita dell’opera in modo collaborativo ed integrato. La PdR 78:2020 è frutto della collaborazione tra Accredia e UNI (Ente Italiano di Normazione) in merito alla valutazione di conformità dei requisiti di conoscenza, abilità e competenza dei profili BIM, previsti dalla UNI 11337-7. La norma è strutturata in diverse parti e, oltre a porsi come riferimento italiano per la digitalizzazione del settore costruzioni, è uno strumento al supporto dei progettisti, produttori e imprese nel gestire la transizione digitale del settore.

La UNI/PdR 78:2020 fornisce indicazioni puntuali sull’organizzazione che si occupa della valutazione di conformità, sui requisiti della commissione esaminatrice o del grandparent (esaminatore qualificato) che deve dimostrare l’esperienza in ambito BIM, avendo partecipato a progetti multidisciplinari o allo sviluppo e gestione della metodologia attraverso attività di consulenza.

Il documento, inoltre, fornisce in modo puntuale i requisiti di accesso che deve possedere il candidato per l’ammissione all’esame di certificazione per ognuna delle categorie di figure professionali del BIM, indicazioni sulle modalità d’esame e sulla conseguente valutazione, la durata della certificazione (5 anni) e sulla sorveglianza annuale (il mantenimento è subordinato all’esito positivo della sorveglianza effettuata dall’organismo di certificazione) e sul rinnovo della certificazione. Per altre curiosità invitiamo a consultare la sezione delle nostre FAQ.

La Prassi di riferimento ha, tra gli altri obiettivi, quello di garantire un approccio omogeneo al processo di qualificazione da parte degli Organismi di Certificazione.

Lo schema andrà a beneficio di tutti, dagli Organismi, ai professionisti, al mercato e ai cittadini in generale. Anzitutto agli Organismi, che potranno ora rilasciare certificazioni BIM avendo come unico riferimento la norma e la prassi UNI, garantendo trasparenza e omogeneità nelle valutazioni. In più, i professionisti che decidono di farsi certificare, potranno valorizzare le proprie competenze e capacità, aumentando competitività e reputazione, in un mercato sempre più innovativo e alla ricerca di figure qualificate.

Ad essere avvantaggiate saranno anche le società, di ingegneria o di architettura, oltre alle stesse stazioni appaltanti, che avranno così la possibilità di rivolgersi ad una rete di professionisti certificati e valutati dagli Organismi, nei confronti dei quali ACCREDIA verifica competenza, imparzialità e indipendenza.

Quali sviluppi prevede Accredia in tema di competenze nel prossimo futuro e che tipo di iniziative ha in cantiere per presidiare il mercato delle costruzioni?

Appalti pubblici, marcatura CE dei materiali da costruzione, audit da remoto e gestione della pandemia. Il mondo delle valutazioni della conformità ha ormai allargato i suoi orizzonti, abbracciando tutti i settori merceologici e influenzando l’attività di PA, imprese e consumatori.

Accredia ha investito molto sul tema degli appalti pubblici, nonostante le criticità che ancora permangono con particolare riferimento al quadro dei requisiti di partecipazione e ai corrispettivi economici.

Ci sono ovviamente delle ragioni per questo. Il quadro regolatorio, infatti, è molto complesso e in continuo divenire. Pensiamo al Codice degli Appalti e al suo Regolamento attuativo ad esempio. Ci sono anche moltissimi interlocutori istituzionali, come il Ministero delle Infrastrutture, il Ministero dello Sviluppo Economico, il Ministero del Lavoro, ANAC, AGCM. Poi c’è un tema di eterogeneità delle stazioni appaltanti. Andiamo dalle grandi come Consip, Invitalia, ARIA, ai piccoli comuni, che spesso non sono dotati di un proprio ufficio tecnico. E poi c’è un altro tema importante che è l’assenza di un interlocutore unico che rappresenti tutte le stazioni appaltanti.

Preso atto di queste difficoltà non possiamo nascondere che quello dei bandi è un tema molto serio. Perché un bando mal formulato produce un effetto negativo sul servizio atteso dalla stazione appaltante, in termini di tempistica; produce ricorsi che producono ritardi. A tutto questo si uniscono anche altre problematiche come quello del tema del criterio, utilizzato per l’aggiudicazione.

Il contributo di Accredia potrebbe sicuramente essere quello di “alfabetizzare” le stazioni appaltanti sulle valutazioni della conformità, investendo in formazione e informazione. Su questo l’Infrastruttura per la Qualità può fare molto e lo sta facendo, ad esempio, attraverso l’iniziativa di UNI, Accredia e Itaca, a cui si è aggiunta Conforma (una delle principali associazioni che rappresentano gli organismi di certificazione e ispezione e i laboratori di prova e taratura). Tra l’altro, l’ultima convenzione firmata tra la PA e Accredia affida all’Ente di accreditamento la qualifica di organismi e laboratori per la marcatura CE dei materiali da costruzione. Un ulteriore attestato di riconoscimento alla certificazione accreditata.

È evidente dunque che l’introduzione di un sistema di qualificazione delle stazioni appaltanti era, ed è, uno dei cardini della riforma del sistema dei contratti pubblici, inserito nel nuovo Codice.

Entro il 30 aprile 2021, l’Italia dovrà presentare all’UE il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza per ottenere i fondi destinati al nostro Paese. Sul piatto ci sono circa 209 miliardi divisi in 6 aree di investimento. Tra questi la rivoluzione verde, la digitalizzazione e la salute. Il contributo di Accredia sul tema può esprimersi nel concetto di garanzia, competenza, indipendenza e imparzialità, che costituiscono l’essenza della valutazione di conformità accreditata. La misurabilità delle iniziative è invece la condizione imposta dalla Commissione europea per assegnare, a interventi completati, i fondi di Next Generation. Quindi gli organismi di valutazione della conformità sono in grado di misurare in maniera indipendente, l’efficacia e l’avanzamento delle iniziative trasformazionali e di cambiamento che sono contenute nel Next Generation EU e che verranno trasposte nel piano nazionale.

Un ultimo punto, circa l’approccio innovativo di Accredia nell’erogazione dei servizi di controllo sul mercato, riguarda il modo di concepire le verifiche a seguito della pandemia in atto.

L’emergenza Covid-19 ha rivoluzionato il tradizionale metodo delle valutazioni di conformità, dando spazio a quelle da remoto, che, a conti fatti, hanno superato di gran lunga quelle in presenza. Personalmente auspico che le visite da remoto continuino a essere uno strumento di lavoro anche in una fase post pandemia. Questo dovrà avvenire in maniera graduale e selettiva. Dovranno essere adeguatamente preparate e prevedere l’utilizzo di strumenti idonei e affidabili, continuando però a preservare il ruolo centrale e insostituibile del valutatore indipendente.

Quando poi si parla di strumenti idonei e affidabili non si deve pensare solo alle piattaforme di web conference, ma anche ai droni dotati di telecamera ad alta risoluzione e pilotati da operatori qualificati, e ai cyber helmet, dotati di audio bidirezionale, telecamera e visore, utilizzabili per le ispezioni. Se le visite da remoto sono preparate ed eseguite con le giuste modalità possono risultare anche più efficaci ed efficienti di quelle tradizionali, e possono tutelare maggiormente la sicurezza degli operatori e degli ispettori. Si pensi a quei casi in cui un drone si sostituisce all’operatore per accedere a punti difficilmente raggiungibili o situati in ambienti pericolosi.

Gianluca Qualano – Referente ACCREDIA – Area Costruzioni e Ispezione

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *