Che cos’è il Building Information Model (BIM) e i requisiti richiesti

Per chi non è direttamente coinvolto nel settore edilizia o in attività affini, è plausibile non essere a conoscenza di che cos’è il Building Information Model, universalmente indicato con l’acronimo BIM, e perché in questi ultimi tempi l’attenzione verso questa metodologia stia incrementando considerevolmente.

Il BIM è, per l’appunto, un metodo utilizzato da professionisti dell’architettura, dell’ingegneria e della costruzione per ottimizzare, tramite un modello parametrico, la progettazione delle costruzioni tramite un modello digitale contenente informazioni riguardanti il loro intero ciclo vitale; queste informazioni sono infatti relative a materiali, geometria, struttura portante, impianti, sicurezza, manutenzione, costi, prestazioni energetiche, demolizione e infine dimissione.

In questo modo, tutti i professionisti coinvolti nella realizzazione di un’opera di edilizia collaborano, ognuno per la sua area di competenza, allo sviluppo di un modello virtuale di edificio che sarà da guida per il progetto vero e proprio. Grazie al Building Information Model ogni informazione e modifica è infatti accessibile a tutte le figure professionali partecipanti, e vengono ridotte notevolmente le possibilità di errore, così come i costi e le tempistiche, rispetto alla realizzazione dei progetti CAD.

Building Information Model: il decreto Baratono

Oltre a rappresentare un’opportunità, l’adozione del modello BIM sta diventando ogni anno un obbligo legislativo che include sempre più ogni appalto pubblico. Con il decreto ministeriale n.560 del 1 dicembre 2017 sono state infatti designate le date a partire dalle quali il Building Information Model si rende obbligatorio in relazione all’importo a base di gara. Ad oggi l’adozione del BIM è già prevista per legge per i lavori complessi relativi a opere di importo a base di gara pari o superiore a 100 milioni (dal 1° gennaio 2019), 50 milioni (dal 1° gennaio 2020) e 15 milioni (dal 1° gennaio 2021).

Per le opere di importo a base di gara pari o superiore alla soglia di cui all’art.35 del Codice dei contratti pubblici, a decorrere dal 1° gennaio 2022;
Per le opere di importo a base di gara pari o superiore a 1 milione di euro, a decorrere dal 1° gennaio 2023;
Per le nuove opere di importo a base di gara inferiore a 1 milione di euro, a decorrere dal 1° gennaio 2025.

Le figure professionali certificabili

Ovviamente, l’adozione del Building Information Model richiede che ogni attore della filiera si doti di determinate competenze tecniche, le quali risulteranno fondamentali per rimanere sul mercato. Si hanno quindi tre differenti figure professionali che possono essere certificate:
che si occupa di sviluppare il modello 3D ed estrarre la documentazione 2D e i dati del computo, oltre a svolgere l’analisi tecnica.
che coordina gli Specialist nell’applicazione dei processi e degli standard necessari, occupandosi anche di aggiornare e sviluppare contenuti quali le librerie e gli standard.
che coordinando le attività svolte da Specialist e Coordinator, e occupandosi di gestire ruoli e fasi così come di individuare errori da correggere, gestisce e aggiorna il modello BIM.

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